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mappa doc e docg e mappa autoctoni

Le due Carte enografiche Doc e Docg + Autoctoni

40,00

Product ID: 1333 Category: .

La confezione include 2 mappe 70 x 100 cm e una legenda Doc e Docg (per mappa degli Autoctoni) in un unico tubo rigido.

 

La Mappa degli Autoctoni

Per la prima volta abbiamo riunito in una carta enografica i principali vitigni autoctoni dello Stivale: 369 in tutto, dalla A di Abbuoto alla Z di Zibibbo. Tutte le varietà sono iscritte al Registro Nazionale della Vite. Di ciascun vitigno è segnalato il colore del grappolo e la distribuzione regionale (o nazionale), in base alle Doc e Docg di riferimento.

La definizione pertinente di vitigno autoctono non c’è. Tant’è che il professor Antonio Calò, che è stato docente di Viticoltura all’Università di Padova ed è autore di diverse pubblicazioni sui vitigni italiani, li ha chiamati italici. Secondo la consuetudine comune, per autoctono si intende un vitigno che fa parte della storia della vitivinicoltura di un territorio e più la sua presenza è lontana nel tempo più ha ragione di essere chiamato tale. Realizzare una mappa degli autoctoni significa capire quali possono appartenere a questa categoria. Vista la vastità del tema la prima cosa da fare è stata escludere le varietà di sicura provenienza estera, pur se presenti sul territorio da parecchio tempo. Non sono stati considerati gli incroci, in quanto frutto recente della mente umana con un’eccezione che sarà trattata più avanti. Rimaneva sempre il problema di reperire una fonte scritta attendibile e aggiornata sugli autoctoni.

Le pubblicazioni disponibili, a volte firmate da autori esteri, sono sostanzialmente per ordine alfabetico, con vitigni non necessariamente iscritti al Registro nazionale delle varietà di vite, il riferimento ufficiale dei vitigni ammessi a produrre vino. La mappa, nelle nostre intenzioni, doveva dare indicazioni regionali e comprendere solo i vitigni ammessi a produrre vino, diventando così uno strumento sia per gli appassionati sia per i produttori. Sicché la prima ricerca è partita dalla lettura dei disciplinari delle Doc e Docg, dove sono elencati i vitigni protagonisti dei vini. Qui, però, lo stesso vitigno può avere nomi diversi e si è quindi reso necessario un controllo incrociato sul Registro ma anche qui mancavano corrispondenze. Questo perché le varietà sono state registrate in periodi che vanno dagli anni Sessanta del secolo scorso ad oggi, con conoscenze molto diverse. Solo ultimamente, attraverso la lettura del codice genetico, è stato possibile scoprire che alcuni vitigni sono uguali e che i loro nomi sono in realtà sinonimi.

La carta enografica delle Doc e Docg d’Italia

L’ultima edizione della carta enografica di Civiltà del bere, stampata il 1 dicembre 2014. Tutte le Doc e Docg dello Stivale aggiornate e una nuova grafica. Un tratto colorato, ma elegante, delimita precisamente le zone interessate da una Doc, contrassegnata da un cerchio, o Docg, segnalata con un quadrato. I numeri rimandano agli elenchi regionali che riportano, oltre al nome, le le tipologie di vino che si possono produrre. La numerazione è in ordine alfabetico regionale: prima le Docg e poi le Doc. Può accadere anche che ci sia una Doc condivisa tra due regioni, segnalata da due diversi numeri, uno per ogni regione. Se si consulta prima la cartina e incuriosisce la Doc di una certa area, basta cercare il numero nell’elenco regionale per conoscerne il nome e i vini prodotti.

Peso 0.6 kg
Dimensioni 75 x 7 x 7 cm
dimensioni mappe aperte

2 mappe 70×100 cm

accessori

legenda Doc e Docg d’Italia per mappa degli autoctoni

Spedizioni e sottoscrizioni sospese dal 27/7 al 3/9